giovedì 31 luglio 2014

Intervista al Magazine online "Volodeisensi"




LA LAVORAZIONE DEL CAMMEO


Intervista allo staff della gioielleria "Modula Gioielli" di Torre del Greco a cura di Emauela Arlotta


Per questo  numero del nostro "Volodeisensi"  Magazine abbiamo  intervistato  lo staff della gioielleria "Modula Gioielli" di Torre del Greco, per approfondire meglio cosa si nasconde dietro alla produzione artigianale del cammeo.

1)  Felici di ospitarla nel nostro Magazine Letterario online. Ci parli della sua azienda , da quanto tempo c'è e di cosa si occupa, quali sono le attività artigianali svolte?

La “Modula Gioielli" è una giovane azienda fondata nel 2007 dall' incontro di un gruppo di amici legati da una passione comune: l'arte del gioiello.
Un’attività presente sul territorio torrese da decenni, ma mai supportata, secondo noi, da un corretto uso dei linguaggi artistici e da una vera identità culturale.
L'azienda si propone di creare gioielli artigianali dalla forte connotazione manuale, ma con un design moderno e ricercato frutto di una progettazione attenta alle esigenze del mercato moderno.












2) In cosa consiste esattamente la lavorazione del cammeo? Con quali materie prime viene realizzata? Ci sono delle scuole nelle quali è possibile imparare la tecnica dell'incisione?

L'arte di incidere piccole gemme (Glittica) è antichissima, risalente al periodo classico, usata soprattutto su pietre dure quali l'agata, il quarzo, la corniola, l'onice, ecc.
Soltanto in epoche recenti le pietre dure sono state sostituite dalle conchiglie, simili nell'aspetto, ma molto più morbide alla lavorazione. La conchiglia è composta di due strati: il primo, di colore avorio o bianco, viene asportato con piccoli strumenti da intaglio, i ''bulini", fino a ricavare il soggetto desiderato . Il secondo è la parte scura della conchiglia, destinata a fare da sfondo all figura incisa. Il risultato è un piccolo bassorilievo molto simile alla tecnica donatelliana dello "Stiacciato", ma con particolari effetti chiaroscurali dati dalla modulazione dei due colori delle conchiglie, che sono fondamentalmente due tipi:

1)  la "Cypraecassis rufa", di colore avorio/arancio, pescata prevalentemente sulle coste del Madagascar.

2)  la "Cassis madagascariensis", di colore bianco/bruno, pescata in tutto il bacino caraibico.

Essendo una gemma incisa, il cammeo viene realizzato anche su altri materiali quali il corallo, la madreperla, il turchese, l'avorio, ecc.
La tecnica dell'incisione si apprende fondamentalmente con un lungo apprendistato in una bottega artigiana, anche se da solo non basta. Da molti anni, infatti, è presente a Torre del Greco una scuola (oggi Liceo Artistico), la più antica d'Italia (anno di nascita 1878) dove si insegna l'incisione sul corallo e l'oreficeria, ed è annesso un museo che espone pezzi dal '700 ai nostri giorni.





3) Da dove nasce la passione per questa attività?

La passione nasce dall'humus creativo di un    territorio che ha in ogni famiglia un componente che lavora (o ha lavorato) in questo settore, nello specifico un padre, maestro incisore, tuttora in attività, ed un nonno materno produttore e commerciante di corallo. Era inevitabile non caderci dentro......................







 
4) Quali sono i pro e i contro nello svolgimento di questo tipo di attività oggi?

Oggi il nostro settore soffre di una profonda crisi, dovuta non soltanto alle congiunture internazionali, ma anche alla parziale scomparsa di un comparto imprenditoriale che per anni ha gestito tutte le attività sul territorio, sia produttive che commerciali.
Il risultato è stato quello di rimettersi in gioco in prima persona, accollandosi tutti i rischi di un'impresa, cosa a cui non si era preparati. La nostra azienda, come tante, infatti si è dovuta strutturare in senso moderno, prevedendo nuove figure professionali da affiancare al comparto produttivo e presentandosi sul mercato in fiere di settore e con nuovi sistemi di vendita quali  l'e-commerce.
Ma c'è anche da dire che tutto ciò ha provocato effetti positivi come il fatto di confrontarsi direttamente sui mercati e il capire in prima persona ciò che in passato veniva mediato da altre aziende. I clienti ci sottopongono direttamente le loro idee e i loro umori permettendoci di affinare più velocemente le nostre creazioni.
Tutto ciò non toglie e non toglierà mai il fascino e la bellezza ad un lavoro che vive di una creatività e di un sapere millenario. Nell'atto creativo di un artista si nutre l'anima, si coinvolgono le emozioni e si libera lo spirito.




5) Quali sono le figure che più frequentemente vengono riprodotte oggi sui cammei?

Oggi il cammeo si è trasformato profondamente. Dal vecchio ornamento vittoriano è diventato il soggetto di una gioielleria giovane e fantasiosa, frutto di attente rielaborazioni stilistiche e tecniche. Infatti l'iconografia dalle scarne tematiche si è ampliata a tal punto da prevedere soggetti di qualsiasi tipo: temi figurativi, vegetali, animali, fantasy, geometrici, ecc.
















 6) In Italia viene data la giusta importanza a questo tipo di attività artigianale? Le viene riconosciuto il giusto valore?

Come in tutte le manifestazioni artistiche il nostro Paese è, volendo usare un elegante eufemismo, particolarmente "distratto". Una nazione come la nostra che ha nei suoi pori una creatività innata, frutto di una cultura millenaria, non può e non deve abbandonare a se stesse le tradizioni artigianali che da sempre ci hanno contraddistinto nel resto del mondo. Riconoscimenti che, invece ci vengono attribuiti da altri Paesi ed altre culture che invidiano iI nostro bagaglio artistico e culturale.













7) Qual è la risposta dei mercati esteri rispetto all'esportazione dei cammei ?

Per anni i nostri mercati di riferimento sono stati gli USA e il Giappone. Oggi anche se non sono più frequenti le esportazioni in  questi Paesi, il mercato si è allargato. La domanda è abbastanza ampia e le risposte sono tutto sommato positive. È ovvio che anche il comparto si è dovuto adattare ai cambiamenti strutturali di un mercato effimero ed an continuo divenire. Solo una ricerca attenta e continua ci ha permesso di fare rivivere un' attività millenaria.

Il Team della  Modula Gioielli











Il testo e le immagini sono state fedelmente riportate dal seguente indirizzo:

giovedì 24 luglio 2014

Il Cammeo: questo sconosciuto.



1° Parte



Ed iniziamo a parlare proprio di “cammei” o “camei”, anche se il primo ci piace di più: a noi napoletani certi nomi rafforzati da doppie consonanti danno un senso di spessore, di sicurezza, un po' come "mammà".
E ci fermiamo qua per non cadere nei tipici luoghi comuni e a tutti quegli appellativi tanto abusati dai "non napoletani".

Il cammeo, dunque, un manufatto tanto caro a noi, quanto estremamente sconosciuto ai più.

Manufatto, perché realmente è un'opera artigianale "fatta a mano".

E badate bene che non abbiamo usato il termine "artistico" per non cadere nella vecchia querelle tra "Arte" e "Arti Applicate" (o Artigianato). Quest'ultimo è un argomento "spinoso", molto dibattuto in passato in ambienti accademici e intellettuali e che merita un post di approfondimento che faremo sicuramente a breve.

Sconosciuto, perché il mondo intero ne conosce solo gli aspetti marginali, legati principalmente ai "souvenir" venduti ai turisti in posti come Pompei e Ercolano.

Ma analizziamo un po' i due concetti.

Cosa vuol dire "fatto a mano"?
Ce lo siamo sempre chiesti e la risposta ovvia sarebbe : è una cosa che si fa con le mani!

Ma non è così semplice.

Il cammeo, come tutti i manufatti artistici o artigianali non può essere realizzato solo con l'ausilio delle mani: necessita di "strumenti".

Il pittore ne usa tantissimi: pennelli, colori, tele, oli, diluenti, tavolozze, ecc.

I nostri strumenti sono i "bulini": piccoli scalpelli in acciaio con un manico di legno. Ma potete immaginare che da soli non bastano allo scopo: le conchiglie da cui ricaviamo i pezzi da lavorare, devono subire una serie di processi come il "taglio", la "sagomatura", che prevedono l'ausilio di altri strumenti da lavoro un po' più complessi.

Quindi il concetto di "manufatto" si lega indissolubilmente al concetto di "tecnologia".
Tutti gli strumenti utilizzati dall'uomo sono prodotti della tecnologia: la matita, la carta, la gomma, il compasso, le squadre.........giusto per rimanere nel campo del disegno.

E qua si arriva al punto.
Non importa quali strumenti si utilizzano per lavorare la materia, purché essi siano sempre guidati da mani sapienti e da un raffinato intelletto.

Il secondo concetto è di natura diversa.

I nostri migliori lavori sono praticamente sconosciuti anche alla popolazione locale. I motivi sono tanti ma soprattutto legati alla distribuzione: i paesi destinatari dei nostri lavori sono principalmente il Giappone e gli U.S.A. O almeno lo sono stati fino a qualche anno fa.
Il secondo motivo, a nostro avviso è il fattore "cultura".
Un paese come l'Italia che vanta un patrimonio artistico unico al mondo, che non riesce a far conoscere le sue bellezze, come può valorizzare le piccole realtà artigianali come la nostra?

Ecco, abbiamo messo un po' di carne al fuoco, giusto per fare piccole riflessioni.
Ma per il momento ci fermiamo qua.

Al prossimo post.

domenica 20 luglio 2014

VIA L’IMBARAZZO: IL NOSTRO PRIMO POST!



Eccoci qua  a scrivere il primo post di un blog che dovrebbe rompere il ghiaccio e superare quella fase iniziale di imbarazzo e paura  tipici del primo giorno di scuola…. ma da qualche parte dovevamo  pur iniziare! 

Ma mentre ci pensiamo, sono già partiti.

E diamo a questo post  il valore che gli spetta, suvvia, è il primo: deve convincervi, deve farvi capire di cosa stiamo parlando.

Questo è il blog della ModulaGioielli , una giovane azienda fondata nel 2007 dall’incontro di un gruppo di amici legati da una passione comune: l’arte del gioiello.

Vorremmo che il blog fosse un luogo dove approfondire tutti gli argomenti legati ai nostri lavori, ma anche a tutto quello che gira intorno alla manualità, il vero leitmotiv che guida le nostre creazioni.
Uno spazio dove appuntare dei metaforici post-it su cui tornare – con maggiore calma – per riempire quel vuoto creato dalla società di massa, dalla velocità della vita quotidiana, che spesso ignora cosa si nasconde dietro un manufatto, dietro l’opera intellettuale e manuale di un creativo.

In altre parole, questo blog sarà il nostro “laboratorio”, il luogo in cui ci sporcheremo le mani alla ricerca del “bello”,  alchimia perfetta di creatività, colori ed emozioni.